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A quick idea by Chris Rowe follow me @chrisrowe • Help spread the word and tweet about this site • What's the Epoch
Supponiamo di avere un comando lanciato in debug che impiega oltre le 8 ore ad andare a termine, redirigiamo l'output del debug su un file, ma che dimensione può raggiungere il file prodotto?
Questo script si occupa di copiare il file e di svuotarlo, avremo cosi sempre una copia del debug. Quando il comando termina lo script verificac che il file è vuoto e non lo copia.
#! /bin/bash
# $1 file di origine
# $2 file di destinazione
WC=`wc $1 |awk '{print $2}'`
if [ "$WC" = "0" ] ; then
echo FILE VUOTO alle il `date` >> $2
else
cp $1 $2
echo FILE COPIATO il `date` >> $2
:> $1
echo FILE AZZERATO il `date` >> $2
exit 0
fi
Mettiamo lo script in crontab con la seguente sintassi:
crontab -e
00,05,10,15,20,25,30,35,40,45,50,55 * * * * /path/script FILEDASVUOTARE FILECONSERVARE
andate su una qualsiasi cartella e scrivete
=GAME ("StarWars")
e battete invio, ecco il bel giochino Space Invaders per perdere un po di tempo!!!
Se invece di Open Office state usando il terminale allora installate:
apt-get install
nInvaders
e poi lanciate da terminale "ninvaders"...
Buona partita a tutti.
Questo è il titolo della notizia pubblicata su punto-informatico.it, l'istituto per le Tecnologie Creative della University of Southern California, hanno realizzato un ologramma 3D realistico paragonato al messaggio di aiuto della principessa Leila Skywalker in Guerre Stellari.
Utilizzando una comune videocamera assieme a una scheda grafica, un paio di proiettori e uno specchio "ruotante" a 900 giri al minuto all'interno di un box di Plexiglas, il ricercatore Paul Debevec e sodali hanno sviluppato un "kit" per olo-videoconferenze capace di carpire il volto dell'utente, leggerne con precisione le informazioni di profondità e di "texture" e poi proiettare, alla non comune velocità di oltre 8600 frame al secondo (contro i 60 fps standard dei proiettori normali), una riproduzione tridimensionale ancorché eterea del volto scansito.
I ricercatori dell'Università di Tokyo si sono concentrati sull'incremento di "feeling" della realtà aumentata dagli ologrammi, con l'utilizzatore in grado di "sentire" letteralmente le proiezioni 3D. Il progetto di "olografia tattile" dello Shinoda Lab prevede l'utilizzo di un semplice Wiimote Nintendo per il tracciamento dei movimenti, uno specchio concavo e un dispositivo AUTD (Airborne Ultrasound Tactile Display.
L'AUTD è in grado di sparare onde ultrasoniche focalizzate riproducendo sensazioni fisiche percepibili, caratteristica che permette ad esempio di simulare il rimbalzo di una olo-pallina o la caduta di olo-gocce di olo-pioggia direttamente sul palmo di una mano.
Fonte articolo punto-informatico.it
Dal terminale digitiamo:
apt-get update
apt-get install sl
ovviamente da root o usando sudo, ecco fatto adesso non vi resta che lanciare il comando "sl" da terminale... Buon viaggio.
Black Hat, gli hacker hackerati
Per dimostrare il risultato delle loro gesta, gli ignoti cracker hanno distribuito un file di testo da 1 Megabyte e 29mila linee sulle mailing list dedicata alla sicurezza, sostenendo di essere riusciti a penetrare sistemi che si sarebbero creduti a prova di attacco. In quel file si è trovato effettivamente di tutto, e sempre a riguardo di Kaminsky il bottino comprende ricerche riservate su vulnerabilità di sicurezza ignote, comunicazioni personali in forma di email e instant messaging, nonché le password usate dall'esperto nella configurazione del suo sito (attualmente offline).
Per quanto riguarda Mitnick, poi, il consulente conferma che qualcuno ha fatto breccia nel suo sito dopo aver ottenuto l'accesso "root" alle macchine utilizzate dal suo host. In questo caso gli autori sarebbero però rimasti a bocca asciutta, avendo Mitnick l'abitudine di lasciare opportunamente fuori da Internet qualsiasi informazione sensibile o comunque riservata.L'ex-ricercato numero 1 dell'FBI parla di "illusione di un senso di invulnerabilità" in riferimento alla debacle subita da Kaminsky, dicendosi "sorpreso che altri mantengano le proprie email e i dati di lavoro su un host aperto a Internet". Tra i pezzi forti svelati dal crack c'è uno script in Perl per sfruttare il baco del DNS scoperto da Kamisky, e altro materiale dal valore persino superiore potrebbe emergere dal "carteggio" considerando che il ricercatore utilizzava attivamente i server del suo host come archivio di informazioni sensibili.
Per quanto riguarda il vettore specifico che ha permesso di mettere a segno gli attacchi, l'ipotesi al momento più accreditata parla di una possibile vulnerabilità zero-day in WordPress, software di blogging e CMS ampiamente utilizzato dagli individui e dalle organizzazioni interessate dall'accaduto. "È solo dramma", commenta poi Kaminsky, raggiunto dalla notizia del crack mentre si stava preparando per una presentazione sui problemi di cifratura dello standard X.509.
A ulteriore riprova che la sicurezza in rete è una chimera irraggiungibile arriva anche la notizia dell'ennesima vulnerabilità di alto profilo presente nelle infrastrutture basilari di Internet, nella fattispecie nell'implementazione quasi standard per server DNS Bind 9 soggetta ad attacchi di tipo DoS nonostante il supporto a protocolli di sicurezza avanzati come DNSSEC (DNS Security Extensions).
"Un exploit remoto attivo è attualmente in circolazione", conferma l'Internet Systems Consortium che si occupa di supportare il succitato standard Bind, e gli amministratori di server sono caldamente incoraggiati ad aggiornare il sistema alle versioni 9.4.3-P3, 9.5.1-P3 o 9.6.1-P1 per mitigare (ma non inibire completamente) gli effetti pratici della minaccia.
Alfonso Maruccia
iPhone toglie la voce a Google
Dopo aver tolto dall'App Store le applicazioni di terzi che utilizzavano Google Voice, a subire le sorti dell'esilio è toccato al prodotto con cui BigG vorrebbe conquistare la telefonia mobile. Il portavoce di Google ha dichiarato solamente che "Apple non ha approvato l'applicazione da noi presentata sei settimane fa".
Sean Kovacs, sviluppatore di GV Mobile, una delle applicazione rimosse, ha riferito del rifiuto di Cupertino: "Mi hanno detto che toglieranno la mia applicazione da App Store perché duplica funzionalità già offerte da iPhone". Eppure, continua Kovacs, Phil Schiller, vicepresidente Apple, l'aveva chiamato personalmente "per scusarsi per il ritardo con cui era stata approvata lo scorso aprile l'applicazione".
Anche se Cupertino (seppur in mancanza di una policy chiara) ha sempre controllato rigorosamente le applicazioni da inserire nell'App Store, la motivazione e tutta la questione che terrà lontano gli utenti del melafonino dall'innovazione prodotta da Google non ha convinto gli osservatori.
Si ritiene fonti che in realtà dietro la decisione vi sia AT&T, la telco che distribuisce in esclusiva iPhone negli Stati Uniti, che avrebbe fatto pressione su Apple per fermare l'applicazione Google.
Infatti, Google Voice avrebbe mosso un pesante attacco alle compagnie di telefonia mobile: pur non trattandosi di un servizio VoIP via WiFi, ma utilizzando le linee telefoniche, offre chiamate internazionali a costi bassissimi e SMS gratuiti. Inoltre l'applicazione (gratuita) assegna agli utenti un numero unico verso cui sono indirizzate tutte le proprie chiamate dal telefono di casa, dal lavoro e dal cellulare, che possono poi essere reindirizzate a piacimento (per esempio spedendo le chiamate provenienti da persone non gradite direttamente sulla segreteria, che ha anche l'opzione trascrizione testuale).
L'applicazione, intanto, è già disponibile da due settimane per Android e Blackberry (curiosamente anche questo distribuito con AT&T).
Per quanto riguarda la duplicazione di funzionalità già previste, poi, è vero che ha una tastiera, permette di far chiamate e di mandare SMS, ma anche con Skype (esempio ancora disponibile) è possibile fare le stesse cose. Inoltre decine di altre applicazioni da sempre accettate su App Store replicano cose che il melafonino sa già fare. Senza per questo essere escluse dal gioco.
Situazione ambigua anche per i rapporti Apple - Google: BigG, che un anno fa aveva potuto sfruttare le API di iPhone, ora, nel giro di poche settimane, ha prima ricevuto la richiesta di fornire Google Latitude come Web application, poi si è visto rifiutare Google Voice.
Nonostante il bando dai canali ufficiali, comunque, Google Voice e GV Mobile dovrebbero a breve essere scaricabili da Cydia, il mercato nero per melafonini crackati.
Claudio Tamburrino
fonte articolo: Punto Informatico
Linux Foundation lancia una carta di credito con Tux
pubblicato da Luca M. in: Linux Varie CuriositàLa Linux Foundation, attraverso una partnership con CardPartner offrirà la carta di credito attraverso UMB Bank; l’organizzazione riceverà 50$ per ogni carta attivata oltre ad una percentuale per ogni acquisto fatto con la carta di credito.
Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation ha dichiarato che “la gente può contribuire a Linux in una varietà di modi (la scrittura del codice, il marketing, ecc), ma questo sarà un modo conveniente di identificare se stessi come i sostenitori della comunità, portando Tux in tasca”.
Inizialmente, la sottoscrizione della carta Visa Platinum di Linux Foundation sarà disponibile solo per i residenti degli Stati Uniti, ma l’organizzazione prevede di espandere l’iniziativa anche ad altri paesi.
Fonte ossblog.it
Ecco a voi LzWebmailWrapper, per usare una webmail come client di posta di default in Linux
Siete tra quelli che hanno sempre pensato che una webmail sia una cosa molto comoda? Anche io! È per questo che mi piace Gmail. E mi piace anche Linux.
Ho utilizzato per un poco uno script per aprire Gmail in Firefox ogni volta che incontravo un indirizzo email. Tuttavia sorgevano dei problemi nel momento in cui si trattava di url con parametri integrati, come ad esempio il soggetto. È vero, la maggior parte dei link non contiene parametri, però quando capitano è un problema.
Un altro difetto di quello script è che apre una finestra di composizione di Gmail che potremo definire “a schermo intero” in quanto non contempla le barre laterali ed il resto dell’interfaccia. Un po’ bruttino.
Poi mi sono ricordato di WebmailCompose, un’estensione per Firefox che operava meglio, ma solo per Firefox appunto. Inoltre l’estensione supportava anche altri servizi di Webmail. A quel punto ho deciso di combinare le due cose, e mi sono proposto di creare uno script indipendente dall’ambiente desktop (Gnome, Kde, eccetera…), dal browser e dal servizio webmail usato.
Qualcosa del genere…
Ho cominciato a modificare lo script, ed alla fine sono riuscito ad ottenere ciò che volevo. Ora lo script è terminato e funzionante, c’è solo un problema con il sito di Windows Live Mail (non così strano, dopotutto ) e cioè che non funziona un eventuale parametro Ccn. Non ho idea del motivo, deve essere un bug del loro sito web.
Lo script è licenziato sotto la Gpl versione 3 e potete scaricare l’ultima versione da qui (vedete tutte le versioni qui).
Estraete i files nella vostra home directory, dopodiché usate il terminale per spostare lo script tra gli eseguibili e assegnargli i permessi adeguati:cdA questo punto dovete semplicemente configurare il vostro ambiente desktop.
sudo mv lzwebmailwrapper.sh /usr/bin/
sudo chmod a+x /usr/bin/lzwebmailwrapper.sh
Configurazione Gnome
Andate su Sistema > Preferenze > Applicazioni preferite ed alla voce Client di Posta scegliete Personalizzato. Nel campo sottostante inserite:
lzwebmailwrapper.sh %s SERVIZIO
Al posto di SERVIZIO inserite gmail, yahoo, opera, hotmail o mail-com*. Fate attenzione a inserire i nomi corretti e in minuscolo.
Chiudete la finestra e provate qualche link di email, eccone uno di esempio.
Configurazione Kde
Per configurare in Kde, aprite il centro di controllo. Recatevi in Componenti KDE > Scelta componenti > Programma di posta elettronica e spuntate la casella Utilizza un programma di posta differente. Inserite come comando:
lzwebmailwrapper.sh %t"?cc="%c"&bcc="%b"&subject="%s"&body="%B SERVIZIO
E fate riferimento alle istruzioni per Gnome per quanto riguarda il servizio. Ricordate che Konqueror e Gmail non vanno molto d’accordo, infatti mi hanno riportato che lo script in questo caso non funziona.
Per questa parte devo ringraziare RikyM, che mi ha fatto da cav… ehm da tester.
Aggiornamento: mi sono stati riportati alcuni problemi con l’utilizzo in Kde (se si avvia lo script da console), da attribuirsi a kfmclient. Pertanto se li riscontrate, sappiate che non è colpa mia.
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